Home > Progetti > Fare in Tanzania – Fair Agro-Zootechincal Regional Empowerment in Tanzania
loro fare 200x200

FAIR AGRO-ZOOTECHINICAL REGIONAL EMPOWERMENT IN TANZANIA

(AID.10929/COPE/TZA)

Il progetto interviene nella regione di Ruvuma, in Tanzania. controparte locale di progetto è il Centro Rurale Agricoltura e Zootecnia Sostenibile di Mahinya – CRAS (Mahinya Training Centre for Sustainable Agriculture and Livestock, http://crasruvuma.altervista.org/, AID.8178/FOCSV/TZA). Questa iniziativa intende  implementare un sistema di governance che favorisca il dialogo e le sinergie tra settore pubblico e privato per sviluppare l’industria lattiero-casearia e migliorare la qualità dei servizi veterinari locali attraverso formazione, ricerca, creazione di nuove opportunità di occupazione e sostegno all’imprenditoria consortile, con particolare enfasi alla componente di genere.

La Tanzania, infatti, pur essendo uno dei paesi africani più ricchi in termini di risorse naturali ed alimentari, ha raggiunto un livello di scarsità ed insicurezza alimentare grave. Ciò comporta conseguenze negative sulla salute, soprattutto per le fasce più giovani (il 32,1 % dei bambini è denutrito, il 14% sottopeso, il 37,4% soffre di rachitismo).  L’economia nazionale si trova di fronte a una crescente domanda di consumo di latte sicuro ad un prezzo accessibile, che tuttavia  l’industria locale non riesce a garantire. Infatti, la produzione del latte nel contesto rurale è maggiormente destinata al solo consumo domestico, o al mercato informale locale. Di conseguenza, se il latte non è consumato o venduto entro poche ore dalla mungitura, viene buttato.

Le cause strutturali della filiera del latte sono riconducibili alla poca formazione degli allevatori sulle tecniche di allevamento sostenibile, evidente carenza dei sistemi di stoccaggio del latte diffusi sul territorio rurale, mancanza di un sistema di controllo sanitario per la tracciabilità dei prodotti e degli animali, ed infine assenza di incentivi per lo sviluppo inclusivo delle piccole/medie imprese e dell’imprenditoria femminile.

I beneficiari diretti del progetto sono 700 piccoli allevatori (di cui almeno il 30% donne) e 30 agenti del settore veterinario; tuttavia, ne trarranno beneficio in modo indiretto l’intera popolazione della regione di Ruvuma e delle adiacenti regioni di Mtwara e Lindi.

PARTNER DI PROGETTO:

– Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie, Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria DIMEVET, UNIBO (IT)

–  Vet for Africa – Circolo Acli (IT),

– Ruvuma Fresh Milk Company Limited – RUFCO (TZ),

– Ruvuma Regional Office (TZ),

– Ndalenda NGO (TZ).

OBIETTIVO GENERALE

Attivare processi di cooperazione tra enti pubblici locali e attori non statali in Tanzania con lo scopo di realizzare un modello di governance basato su protocolli innovativi a sostegno dei servizi pubblici, dell’imprenditoria locale, e della sicurezza alimentare.

OBIETTIVO SPECIFICO

Incentivare sinergie tra settore pubblico e privato nella Regione di Ruvuma per sviluppare l’ industria lattiero-casearia e migliorare la qualità dei servizi veterinari locali attraverso formazione, ricerca, creazione di nuove opportunità di occupazione e sostegno all’imprenditoria consortile, con particolare enfasi alla componente di genere.

R1 Identificate buone prassi di collaborazione tra servizi veterinari regionali, enti di formazione, organizzazioni di produttori e industria lattiero casearia della Regione di Ruvuma per la gestione sostenibile delle risorse pastorali, la zootecnia e l’imprenditoria consortile.

R2 Facilitato lo sviluppo della filiera del latte attraverso la formazione tecnica degli allevatori e il supporto tecnico-logistico all’industria lattiero-casearia locale RUFCO “Ruvuma Fresh Milk Company”.

R3. Migliorati i livelli di produttività e di qualità genetica zootecnica attraverso tecniche di riproduzione controllata; aumentata la sicurezza dei prodotti di derivazione animale attraverso la ricerca epidemiologica delle zoonosi; migliorato il sistema di out-reach di assistenza veterinaria attraverso la dotazione dei servizi veterinari locali di strumenti per l’analisi e il controllo della salute animale sul territorio; aumentate le competenze degli allevatori su protocolli d’igiene.