Il Papa in Iraq per una vera missione di pace

Un articolo del giornalista Alberto Negri, apparso su “Il Manifesto” qualche giorno fa, già dal titolo lascia intendere l’importanza simbolica del viaggio di Papa Bergoglio in Iraq. L’articolo intitolato “Il papa in Iraq sconfigge i potenti della terra”, la dice lunga sulla visione politica che questo Pontefice ha del Medioriente.

Negri scrive:”Cosa sono la politica e la diplomazia? Eccole, nel segno di Abramo, e le porta un uomo testardo vestito di bianco. Cos’è il coraggio di cambiare il mondo? È quello di Bergoglio che in direzione ostinata e contraria, quando tutti lo sconsigliavano dall’andare in Iraq, ha sfidato i consigli più ipocriti, degli americani e dei venditori di morte occidentali. E lo ha detto anche nella biblica piana di Ur dove oltre a condannare il terrorismo in nome della religione si è scagliato contro ogni forma di oppressione e prevaricazione”.[]

“È suo il vero patto di Abramo che in Iraq ha stretto con Ali Sistani, con tutti gli iracheni e anche con noi: basta guerre, basta armi, basta intolleranza. In poche ore Bergoglio in Medio Oriente sta facendo più di chiunque altro in un secolo di guerre e massacri, di falsi accordi e di pacificazioni effimere”.

Tra i venditori di morte occidentale ci siamo anche noi Italiani, “brava gente“, che produce armi e li vende al Medioriente e non solo, che addestra le forze libiche e la polizia egiziana(con cui dovremmo avere un bel conflitto d’interessi dal caso regeni in poi). Un segnale forte, lanciato anche nei nostri confronti, cittadini europei e paesi che fanno finta di comprendere le sofferenze altrui, di commuoversi alle violenze subìte da Iracheni, siriani, afghani ecc.

Insieme alla missione papale, è partita anche una delegazione FOCSIV, la nostra federazione, capitanata dalla neo-eletta Presidente Ivana Borsotto e parte dello staff dell’ufficio stampa. Qualche settimana prima della partenza, laPresidente Borsotto, aveva consegnato a Papa Francesco un piccolo grande tesoro: Sidra, il manoscritto liturgico del XIV secolo restaurato e pronto per tornare a Qaraqosh. La sua storia è singolare ed è strettamente legata al ruolo che le Ong hanno nei paesi in conflitto.

Il manoscritto è il simbolo della rinascita di questa comunità cristiana che il 6 agosto del 2014, dopo che i peshmerga curdi si ritirarono da Qaraqosh, venne invasa e devastata casa per casa dai terroristi del Califfato islamico dopo che, due mesi prima, avevano occupato il capoluogo Mosul. Grazie ad una astuzia di alcuni sacerdoti, poco prima della fuga dalla città, il volume venne murato insieme ad altri antichi volumi in un sottoscala. Liberata Qaraqosh, i preziosi libri, tra i quali Sidra, furono ricoverati temporaneamente in un deposito di Erbil adiacente alla sede provvisoria del vescovado. Un “libro profugo” che, rinvenuto da due giornalisti italiani, venne poi portato in Italia da Jabar Mustafà, rappresentante della Focsiv nel Kurdistan iracheno. La Federazione delle ong cattoliche lo consegnò all’Istituto centrale per la patologia del libro. Completato il restauro, venne esposto al salone del libro di Torino del 2017, simbolo del “genocidio culturale” subito dall’Iraq.

Grazie quindi alla collaborazione di tante persone che a quella identità culturale cristiana credevano, il Libro profugo è tornato a casa, nella sua terra, per mano del più lungimirante e capace Capo di Stato del nostro tempo.

Noi italiani possiamo solo essere orgogliosi di aver preso parte a questo ritorno non solo “fisico”di un libro sacro, ma di una identità culturale e religiosa che si riafferma senza prevaricare, che riprende il suo posto in maniera pacifica e grazie anche al ruolo fondamentale delle Ong, che in molti casi sono vere esportatrici di pace!

Iavana Borsotto, di ritorno dal viaggio in Iraq, ha dichiarato:“Il nostro 5° giorno di presenza tra il Kurdistan e l’Iraq potremmo definirlo come una normale giornata di una missione di cooperazione in un paese dove si svolgono i nostri interventi.[…] Sono, tuttavia, i giorni precedenti che ci hanno fatto capire di aver assistito ad un evento storico, un evento che travalica ogni parola per essere descritto: se non come una potente “scossa di terremoto”.

  

 

 

 

 

La consegna di Sidra da parte della Presidente FOCSIV Ivana Borsotto al Papa e il ritorno a casa del libro tra le mani del Vescovo Yohanna Butros Mouch.

Leggi anche:

Articolo di A. Negri sul Manifesto

Articolo di Avvenire sul ritorno di Sidra in Iraq

Diario del viaggio in Iraq e Kurdistan di Ivana Borsotto

 

redazione cope

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