La pandemia COVID-19 ha colpito tutti i paesi del Mondo, compresa la Tanzania. Considerando la grande percentuale di cittadini tanzaniani con patologie croniche quali Malaria, Tubercolosi, HIV, Ipertensione, Diabete e altre patologie immunodeficienti, la scarsa o spesso inesistente presenza di materiali e risorse sanitarie, la scarsa presenza di personale sanitario specializzato e di risorse economiche, il rischio di diffusione del virus con conseguenze gravi ed irreversibili è alto.

Il primo caso di COVID-19 in Tanzania risale al 16 Marzo 2020 e, se durante i primi mesi di diffusione della pandemia i dati ufficiali sono stati molto ridotti e successivamente mai aggiornati dal Governo Tanzaniano, la situazione è in progessivo peggioramento in tutto il paese.

Secondo una ricerca effettuata sul territorio, il sistema sanitario nazionale dispone di 120 posti letto in terapia intensive attrezzate (100 a Dar es Salaam e 20 dislocate nel resto del Paese). Le strutture regionali non sono in grado di far fronte ad una situazione d’emergenza come quella che sta colpendo i paesi occidentali.

Pertanto, la prevenzione risulta fondamentale per limitare la diffusione del virus.  Il Centro di Salute Rurale di Nyololo dispone di un reparto isolamento per tutti quei pazienti con patologie infettive e/o virali. Nella prospettiva di un’eventuale diffusione del virus COVID-19, il Centro è in grado di isolare i pazienti sospetti e/o positivi al virus. Non è possibile invece il ricovero di pazienti in condizioni gravi che necessitano un posto letto in terapia intensiva.

Ad oggi il Centro di Salute di Nyololo può garantire assistenza sanitaria ai soli pazienti COVID con patologie respiratorie che possono essere affrontate con il solo utilizzo di ossigeno e mascherine, ma non pazienti con difficoltà respiratorie gravi. E’ stato possibile creare una rete di collegamenti con altre ONG che operano in Ospedali situati nella Regione di Iringa attrezzati per il trattamento di pazienti COVID+ (tra questi il Regional Hospital di Iringa che dispone di 8 posti letti in terapia intensiva disponibili per il ricovero di pazienti COVID in gravi condizioni). Grazie al sostegno economico della CEI, nel corso del 2020 abbiamo acquistato dispositivi medici e materiale sanitario destinato alla prevenzione della diffusione del virus Covid-19, attività che prosegue incessantemente anche quest’anno, dopo la ripresa dei contagi per far fronte all’emergenza COVID-19 .

Nel corso dei 3 mesi di progetto il Centro di Salute Rurale di Nyololo ha potuto acquistare il seguente materiale sanitario:

  •  Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.) e disinfettanti: Mascherine chirurgiche,  Guanti non chirurgici, Schermi protettivi per il viso, Stivali in gomma, Grembiuli usa e getta, Sacchi di plastica per rifiuti infetti, Alcool 96%, Glicerina/soluzione alcolica, Ipoclorito di sodio, Sapone liquido;
  • Attrezzature: Pulsossimetri, Concentratori di ossigeno, Termometri infrarossi, Maschere per ossigeno per adulti e bambini; bombole di ossigeno.

Nel corso dell’emergenza, grazie alla collaborazione di tutto il personale sanitario, sono stati creati dei protocolli di gestione della pandemia: le persone che si recavano presso il Centro dovevano effettuare un primo screening all’ingresso; seguendo una rotazione, il personale sanitario munito di D.P.I., dotato di termometro a infrarossi e igienizzante homemade, misurava la temperatura di tutti i pazienti e indirizzava le persone con temperatura superiore a 37,5 presso una zona di isolamento dove due infermiere si occupavano di effettuare un secondo test (questionario per verificare la possibilità di contatto diretto o meno con persone positive o sospette positive al COVID) per escludere o confermare un’eventuale contagio. In caso di positività al questionario il paziente veniva visitato dal medico di riferimento ed eventualmente sottoposto al tampone.
 Le attività di screening continuano tutt’ora presso l’Ospedale di Nyololo in cui sono stati isolati di recente dei casi di positività al COVID-19.