Home > Progetti > WAIBRAIMU – Formazione e sostegno alle attività della missione Waibraimu (RDC – Nord Kivu – Lubero)

La Repubblica Democratica del Congo (R.D.C.) è uno dei Paesi più ricchi del mondo in termini di potenziale agricolo, di foreste tropicali e di risorse minerarie. Nonostante questa abbondanza di risorse, l’economia  del paese è in caduta libera dalla metà degli anni ’80. Dalla fine degli anni ’90 è infatti teatro di un conflitto sia su scala nazionale che regionale, che ha causato quello che molti considerano il più grande disastro umanitario del nostro secolo: la compressione delle libertà fondamentali e la grave violazione dei diritti umani sono un fattore costante nell’ultimo ventennio di storia del paese e vede nella regione di Kivu il suo epicentro.

Negli ultimi anni c’è stata una “polverizzazione” dei gruppi ribelli presenti nel territorio del Kivu:  bande armate o piccole milizie spesso senza nessun programma politico o rivendicazione sociale. Alla fine del 2015 si contavano oltre 60 gruppi ribelli tra Nord e Sud Kivu. Oggi sono oltre 120 secondo l’ultima analisi del Kivu Security Tracker.

A dicembre 2018 si sono tenute le elezioni presidenziali, che hanno avuto come esito un’apparente alternanza al precedente Governo Kabila, che ha guidato il paese per oltre 11 anni. Le promesse del governo Kabila (una maggiore attenzione verso i problemi dell’est del paese, sicurezza, infrastrutture e ammodernamento della Pubblica Amministrazione) sono state totalmente disattese e tutta l’area Orientale è stata completamente abbandonata. Il paese vive un momento di forte recessione economica con un tasso di inflazione che sale a ritmi vertiginosi. Sanità ed istruzione sono al collasso e soprattutto nelle zone rurali.

La continua instabilità del Kivu, la sopravvenuta instabilità del Kasai e dell’area del Tanganyka hanno costretto migliaia di agricoltori ad abbandonare i campi ed a perdere tre raccolti consecutivi con un danno di miliardi di dollari. Come se non bastasse, il focolaio d’ebola partito nell’agosto 2018 dall’area Beni ha causato oltre 1.000 nuovi infetti e 600 vittime. La mancanza delle minime condizioni di sicurezza in una zona soggetta a tutte le restrizioni derivanti da un’epidemia di ebola, non consente alla popolazione di dedicarsi alle attività quotidiane che gli consentirebbero, grazie alle ricchezze naturali della zona, di condurre una vita dignitosa e totalmente autosufficiente.

A causa dei conflitti tra le diverse fazioni armate, quasi tutti i servizi ed attività primarie delle comunità sono gravemente compromesse o assenti: il centro ospedaliero di Muhanga si è trovato totalmente isolato da qualsiasi aiuto esterno e ha dovuto provvedere in modo autonomo, affrontando enormi difficoltà soprattutto di carattere economico. Oltre 12.000 persone  nella sola area di Muhanga/Bunyatenge sono state costrette ad abbandonare casa e rifugiarsi in foresta o nei villaggi vicini.

Il progetto “Waibramu”, finanziato dalla Cei (con i fondi 8×1000 Chiesa Cattolica) per 12 mesi, si propone di migliorare la qualità della vita della popolazione stanziata nella Regione del Kivu puntando sulla formazione professionale e l’assistenza sanitaria. In particolare, si lavorerà in parallelo su due binari: da un lato si migliorerà la qualità dei servizi sanitari per la popolazione di Muhanga e i villaggi limitrofi, mediante la formazione del personale manageriale e sanitario impiegato presso l’ospedale, la sensibilizzazione sanitaria presso le scuole primarie di insegnanti e allievi, l’acquisto di materiale di laboratorio e per sala operatoria, la costruzione di un alloggio sicuro per il medico e di una cisterna per la raccolta delle acque piovane. Dall’altro, si darà l’opportunità a 40 giovani dei villaggi locali di formarsi come falegnami, meccanici ed elettricisti, al fine di facilitarne l’inserimento professionale.

Fondamentale sarà l’appoggio dei due fondamentali partners locali del progetto: l’Associazione Tuungane,  un’associazione di volontari per lo sviluppo nei villaggi con sede a Kimbulu (Lubero), dove 90 comitati di sviluppo provenienti dal Nord Kivu discutono periodicamente problemi e soluzioni della vita comunitaria da 22 anni, una straordinario esempio di partecipazione democratica dal basso; il Centro Ospedaliero diocesano, nel villaggio si Muhanga, serve un totale di oltre 10.000 persone provenienti dai numerosi villaggi vicini ed è l’unica struttura ospedaliera della zona che ha una sala operatoria per effettuare interventi d’urgenza in una zona “rossa” per scontri armati e incidenti causati da conflitti a media e bassa intensità. Partner italiano è l’associazione culturale WARTOY. La visione a lungo termine è quella di poter contribuire alla stabilizzazione socio-economico della regione nord-est della R.D. Congo.

Per saperne di più sulla struttura del Centro ospedaliero diocesano ecco qualche immagine:

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